Prospettive della telediagnosi nei tumori del seno
Il tumore al seno è, purtroppo, una delle malattie più comuni e diffuse a livello mondiale, ed è la seconda causa di morte tra le donne.
Questa patologia non è più solo un “privilegio” dei Paesi occidentali sviluppati, ma sta aumentando anche in Paesi con carenza di risorse.
Non va dimenticato, inoltre, che una buona parte delle donne alle quali è diagnosticato un tumore al seno ha meno di 50 anni e che la mammografia, seguita da un trattamento appropriato, previene ogni anno migliaia di decessi.
L’Organizzazione mondiale della Sanità sta insistendo da molti anni per una attenta politica di prevenzione: una diagnosi precoce è la più concreta e realistica opportunità per ridurre il rischio di interventi aggressivi o di mortalità, per cui tutti i Paesi sono invitati ad implementare una efficiente “rete” di servizi (Centri per la prevenzione del tumore al seno) per uno screening regolare e permanente. Secondo l’ organizzazione i decessi potrebbero diminuire di almeno un terzo se fosse più diffusa la pratica della prevenzione.
Parallelamente, assistiamo a una progressiva riduzione del numero di radiologi specializzati nella diagnosi del tumore al seno nel mondo. Il decremento è causato da due principali fattori: il calo fisiologico da pensionamento e le l’aumento delle cause civili.
Per sopperire e invertire questo trend, oggi si può fare molto grazie alle tecnologie informatiche. La tele-diagnosi è la tele-mammografia sono ora una possibilità concreta. Grazie alle opzioni offerte da nuovi algoritmi di compressione specifici per le immagini DICOM, alle piattaforme di scambio WEB 2.0 in grado di operare su reti internet aperte in completa sicurezza per la privacy dei dati scambiati, possono formarsi vere e proprie reti di eccellenza a sostegno dei paesi meno sviluppati. La rete (WEB) è globale, ed è l’unica vera fonte di approvvigionamento a basso costo per il reperimento di competenze da paesi sviluppati o più fortunati.
li strumenti del progetto sono:
- un
digitalizzatore che “digitalizza” le mammografie
analogiche già sviluppate in tempo reale (l’acquisizione dell’immagine
avviene in meno di cinque secondi), permettendone una diffusione via web
al pari delle versioni ottenute con le più moderne macchine digitali;
- un algoritmo di compressione e crittazione a 256bit che, riducendo il peso delle immagini mammografiche fino a 65:1, senza perdita di dati visibili e garantendo il mantenimento dei dati diagnostici, ne consente la trasmissione via internet;
- una “virtual meeting room” dove i migliori esperti di ogni Paese si possono confrontare e condividere diagnosi nuove metodologie, risolvere casi clinici, in modo multidisciplinare.
- la migliore “best practice” inglese per la realizzazione di programmi di screening ad hoc congiunti, sostenuti da parametri di qualità verificati costantemente durante tutto il percorso, anno dopo anno.
- una piattaforma e-learning WEB 2.0 per garantire una formazione a distanza adeguata a giovani radiologi che vogliano operare in team in campo mammografico, con l’assistenza di Specialisti riconosciuti a livello internazionale.
Il recupero dei dispositivi analogici tradizionali per mammografia, ancora più che attuali per la qualità del referto, è quindi un’ opzione da non sottovalutare per diffondere una metodologia di prevenzione efficace. Altrettanto importante è il recupero delle vecchie mammografie le quali, una volta digitalizzate, potranno andare a completare la cartella clinica elettronica ed essere così sempre a disposizione del radiologo.