mercoledì 21 dicembre 2011

Dieta mediterranea, l'alimentazione che allunga la vita di 3 anni

Dieta mediterranea, l'alimentazione che allunga la vita di 3 anni 

La cucina mediterranea, oggetto da oltre cinquant'anni di studi e ricerche scientifiche, ha sempre fatto ben parlare di sé. Periodicamente giungono nuove rivelazioni su quanto la dieta mediterranea faccia bene alla salute. L'ultima ci racconta che sono due o tre gli anni di vita che si guadagnano adottando questo stile alimentare.

La ricerca svedese portata a termine dalla Sahlgrenska Academy dell'università di Gothenburg, dimostra che pesce, frutta e verdura, e qualche piatto di pastasciutta, allungano la vita.


La ricerca, pubblicata su "Age", ha studiato gli effetti della dieta mediterranea su anziani svedesi.

Coordinato da un italiano, Gianluca Tognon, lo studio ha coinvolto un gruppo di volontari svedesi di settant'anni che hanno adottato il regime alimentare della dieta mediterranea.

Messo a confronto con un altro gruppo di coetanei, la cui dieta era più ricca di proteine animali, è risultato che gli amanti della dieta mediterranea hanno un 20% di probabilità in più di vivere più a lungo.

Tognon ha spiegato che, in sintesi, chi segue la dieta mediterranea vive più o meno dai due ai tre anni in più di quelli che non la seguono.

Il ricercatore ha anche aggiunto che la classica alimentazione del nostro Paese non giova solo alla salute degli anziani, ma anche dei giovani.

 

mercoledì 19 ottobre 2011

la telemedicina "francese"

Inaugurato il 10 ottobre del 2008, l'IISIST rappresenta per gli industriali e per i medici un luogo tecnico di sperimentazioni e dimostrazioni, nonché un Data Center per garantire la ricerca e lo sviluppo /interoperabilità dei sistemi. Presso l'Istituto si effettuano dei corsi di formazione medica e degli studi d'impatto in un sistema di formazione sanitario complesso.
Lo scopo dell'IISIST è testare delle evoluzioni tecnologiche in un contesto globale, per poi valutare e calcolare l'impatto di queste evoluzioni in ambito sanitario ed elaborare uno strumento pedagogico di presentazione del sistema d'informazione della salute attuale e futura.




La telemedicina è inserita come asse strategico dalla DHOS (amministrazione centrale). Essa è largamente utilizzata in due grandi ambiti: la valutazione medica telematica attraverso il trasferimento di immagini mediche e la videoconferenza.
Il trasferimento d'immagini mediche necessita di essere ulteriormente sviluppato, occorre dotare maggiormente gli stabilimenti pubblici e privati di mezzi tecnologici e sistemi di web conference per favorire il dialogo tra i professionisti della salute.
Questi mezzi tecnici devono anche essere migliorati per la creazione di informatiche più potenti. L'infrastruttura delle reti non permette ancora di trasmettere in modo fluido le immagini mediche che sono pesanti e molto numerose.
Per ciò che riguarda l'aspetto finanziario, bisogna invece quotare gli atti di telemedicina, ovvero finanziarli allo stesso titolo di un esame tradizionale. Nella nostra regione, con l'accordo del Consiglio Nazionale dei Medici, abbiamo trovato un modo di finanziare l'atto di telediagnosi. Questo vuol dire che lo stabilimento che chiede una telediagnosi ad un medico esterno alla sua struttura, paga il medico per atto intellettuale con una percentuale di forfait tecnico. In alcune regioni, la telemedicina è inserita nel SROS (Schema Regionale di Organizzazione Sanitaria), questo SROS rappresenta il foglio di rotta del sistema sanitario nazionale per 5 anni.
- Quanti ospedali garantiscono dei servizi di telemedicina? Ci faccia qualche esempio...
Nella nostra regione il 100% degli ospedali MCO (strutture che posseggono reparti di Medicina Generale, Chirurgia e Ostetrica) utilizzano la telemedicina. Questi si servono di tecniche AVC, ovvero l'utilizzazione della video-valutazione telematica che permette attraverso una telecamera di discutere con i pazienti e con i medici per migliorare la qualità delle diagnosi. Questo sistema utilizza anche il trasferimento di immagini mediche (IRM, Scanner).

telediagnosi nei tumori del seno

Prospettive della telediagnosi nei tumori del seno

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Il tumore al seno è, purtroppo, una delle malattie più comuni e diffuse a livello mondiale, ed è la seconda causa di morte tra le donne.
Questa patologia non è più solo un “privilegio” dei Paesi occidentali sviluppati, ma sta aumentando anche in Paesi con carenza di risorse.
Non va dimenticato, inoltre, che una buona parte delle donne alle quali è diagnosticato un tumore al seno ha meno di 50 anni e che la mammografia, seguita da un trattamento appropriato, previene ogni anno migliaia di decessi.
L’Organizzazione mondiale della Sanità sta insistendo da molti anni per una attenta politica di prevenzione: una diagnosi precoce è la più concreta e realistica opportunità per ridurre il rischio di interventi aggressivi o di mortalità, per cui tutti i Paesi sono invitati ad implementare una efficiente “rete” di servizi (Centri per la prevenzione del tumore al seno) per uno screening regolare e permanente. Secondo l’ organizzazione i decessi potrebbero diminuire di almeno un terzo se fosse più diffusa la pratica della prevenzione.
Parallelamente, assistiamo a una progressiva riduzione del numero di radiologi specializzati nella diagnosi del tumore al seno nel mondo. Il decremento è causato da due principali fattori: il calo fisiologico da pensionamento e le l’aumento delle cause civili.
Per sopperire e invertire questo trend, oggi si può fare molto grazie alle tecnologie informatiche. La tele-diagnosi è la tele-mammografia sono ora una possibilità concreta. Grazie alle opzioni offerte da nuovi algoritmi di compressione specifici per le immagini DICOM, alle piattaforme di scambio WEB 2.0 in grado di operare su reti internet aperte in completa sicurezza per la privacy dei dati scambiati, possono formarsi vere e proprie reti di eccellenza a sostegno dei paesi meno sviluppati. La rete (WEB) è globale, ed è l’unica vera fonte di approvvigionamento a basso costo per il reperimento di competenze da paesi sviluppati o più fortunati.

li strumenti del progetto sono:
  • un digitalizzatore  che “digitalizza” le mammografie analogiche già sviluppate in tempo reale (l’acquisizione dell’immagine avviene in meno di cinque secondi), permettendone una diffusione via web al pari delle versioni ottenute con le più moderne macchine digitali;
  • un algoritmo di compressione e crittazione a 256bit che, riducendo il peso delle immagini mammografiche fino a 65:1, senza perdita di dati visibili e garantendo il mantenimento dei dati diagnostici, ne consente la trasmissione via internet;
  • una “virtual meeting room” dove i migliori esperti di ogni Paese si possono confrontare e condividere diagnosi nuove metodologie, risolvere casi clinici, in modo multidisciplinare.
  • la migliore “best practice” inglese per la realizzazione di programmi di screening ad hoc congiunti, sostenuti da parametri di qualità verificati costantemente durante tutto il percorso, anno dopo anno.
  • una piattaforma e-learning WEB 2.0 per garantire una formazione a distanza adeguata a giovani radiologi che vogliano operare in team in campo mammografico, con l’assistenza di Specialisti riconosciuti a livello internazionale.
 Vi sono ottime ragioni per avviare queste politiche di prevenzione. Senza voler enfatizzare gli aspetti umani, facilmente comprensibili a tutti, esistono anche motivazioni economiche di altissimo rilievo.

Il recupero dei dispositivi analogici tradizionali per mammografia, ancora più che attuali per la qualità del referto, è quindi un’ opzione da non sottovalutare per diffondere una metodologia di prevenzione efficace. Altrettanto importante è il recupero delle vecchie mammografie le quali, una volta digitalizzate, potranno andare a completare la cartella clinica elettronica ed essere così sempre a disposizione del radiologo.

Applicazioni di Telediagnostica

Applicazioni di Telediagnostica

Sistema di videoconferenza Kell  S.r.l. (immagine)Numerosi studi economico-statistici prevedono che nell’arco dei prossimi 10 anni vi sarà una diminuzione drammatica dei test diagnostici eseguiti in laboratori ospedalieri centralizzati a favore di test eseguiti direttamente nello studio medico o nel presidio intermedio, nell'ambito della struttura territoriale.
Questo permetterà di ridurre i costi delle analisi, contenendo le spese di raccolta e distribuzione dei campioni clinici, di funzionamento dei laboratori, di addestramento e gestione di personale specializzato.
Sarà inoltre possibile aumentare il significato e la penetrazione clinico-diagnostica del test attraverso analisi più immediate, effettuare diagnosi più precoci e sviluppare terapie farmacologiche personalizzate grazie al monitoraggio continuo del paziente.



Tuttavia, poiché l’intervento di personale medico specializzato è fondamentale per effettuare una diagnosi accurata e decidere la terapia adeguata, il test presso un presidio intermedio deve essere integrato in un sistema di telemedicina.
Il concetto fondamentale che sta alla base dello sviluppo della telemedicina è “muovere l’informazione diagnostica e non il paziente”.
Lo scambio a distanza di informazioni diagnostiche può permettere di esaminare e trattare il paziente senza doverlo portare in ospedale, mantenendo allo stesso tempo un elevato livello di assistenza medica specializzata.
Le tecniche di telemedicina permetteranno anche di eliminare gli errori di dosaggio dei farmaci, in certi casi potenzialmente letali, attraverso l’uso di dispositivi automatici di dispensazione del farmaco controllati a distanza. Tali dispositivi, che renderanno disponibile al paziente soltanto il dosaggio stabilito dal medico, risulteranno particolarmente utili in pazienti anziani o comunque in grado di assumere autonomamente il farmaco ma non di seguire correttamente un protocollo terapeutico.
Inoltre, la telemedicina permetterà di eliminare il fattore emotivo legato all’esecuzione del test da parte del paziente, in quanto i risultati dell’analisi gli verrebbero resi noti soltanto dopo la valutazione critica da parte di personale medico specializzato.

La telediagnostica in tempo reale implica che il medico che ha in carico il paziente ed il medico specialista del centro di riferimento possano interagire mediante un applicativo di videoconferenza e scambiare i dati medici condividendo la cartella clinica elettronica.

Teleradiologia

Settori di sviluppo della Teleradiologia

Attualmente, nell’area dell’imaging diagnostico, sono tre i settori in forte espansione mondiale legati alla telecomunicazione.
Teleconsulto radiologico: attività di consulenza a distanza tra Medici, generalmente da due siti comunicanti su reti informatiche più o meno dedicate. L’utilizzo anche delle immagini richiede particolari attrezzature che ne consentano la trasmissione in maniera corretta. E’ possibile e realizzabile, peraltro, anche un teleconsulto interattivo tra vari medici, specialisti radiologi o medici nucleari e specialisti di altre discipline, con condivisione delle immagini e di ogni altra informazione clinico-anamnestica per la formulazione di un blend finale: la diagnosi.
Telediagnosi: si tratta di una diagnosi radiologica effettuata su immagini provenienti da distanza con la tecnologia che supporta la teleradiologia; tutti gli elementi anamnestici e clinici necessari per poter elaborare un referto conclusivo risultano obbligatoriamente allegati.
Come nel caso del teleconsulto, forse anche in modo più rigoroso, vanno elaborati dei protocolli operativi concordati e condivisi da tutti gli operatori coinvolti nella Telediagnosi, accettati e formalizzati con atti ufficiali.
Questi protocolli devono contenere tutte le modalità di attivazione, di accesso e di espletamento della Telediagnosi.
Teledidattica: si tratta di didattica a distanza, già collaudata in varie esperienze universitarie. Le tecnologie di comunicazione implicate possono essere diverse e possono consistere nella presentazione e discussione di casi clinici in remoto, in teleconferenza, nella consultazione di database di immagini (es.: http://www.eurorad.org) di serie omogenee di casi che mettono in grado il discente di avvalersi dell’esperienza di insegnanti indipendentemente dal luogo in cui si trovano e dal tempo in cui possono rendersi disponibili.
Ciò permette l’apprendimento individuale come risultato di un processo formativo ed informativo di gruppo, con condivisione di obiettivi e valori e la volontà di mettere insieme esperienze individuali a vantaggio di tutti i medici che si collegano al sito di riferimento.

La tecnologia RIS/PACS nelle strutture ospedaliere


La tecnologia RIS/PACS facilita notevolmente il lavoro nell’ambito ospedaliero, consentendo la rapida trasmissione di referti e immagini radiologiche su un’area più vasta.
La tecnologia RIS/PACS (Radiology Information System & Picture Archiving and Communication System) ha incrementato la funzionalità della gestione delle informazioni. Il sistema digitale per le Radiologie RIS/PACS, realizzato grazie alla collaborazione di importanti imprese quali Siemens, Agfa, Medas, Mazzanti e Telecom Italia, comporta un’importante innovazione nell’archiviazione e trasmissione di dati tra le strutture ospedaliere, ma anche un tempestivo confrontodei dati, tra medici operanti in diverse strutture. Il RIS (Radiology Information System) è il sistema di gestione delle attività delle Radiologie, in pratica una tracciatura del flusso di lavoro e delle fasi che intercorrono dalla prenotazione all’esito della prestazione medica. Attraverso questo sistema informativo, possono essere gestiti i dati dei pazienti su un’area più vasta. Il PACS (Picture Archiving and Communication System) è un sistema computerizzato che si occupa dell’archiviazione digitale delle immagini radiologiche, e della loro celere trasmissione e visualizzazione su workstation, collegate tramite Internet. Al paziente verrà dunque consegnata non più la lastra, ma un semplice CD-Rom, contenente gli esami radiologici. I vantaggi ottenuti attraverso il sistema RIS/PACS sono dunque: una gestione informatizzata e sicura dei dati; una notevole riduzione del tempo di esecuzione dell’esame, grazie ad una condivisione più rapida dei dati, che consente di accedere in tempo reale a esami precedenti del paziente (eseguiti in qualsiasi struttura ospedaliera); inoltre questo sistema favorisce la possibilità di correggere in modo rapido eventuali errori commessi durante l’acquisizione dell’immagine; infine, un vantaggio riguarda anche l’aspetto economico, dal momento che l’archiviazione digitale delle immagini evita il costo di sviluppo e di archiviazione delle pellicole, nonché i costi dovuti all’impiego del personale nella sicurezza degli archivi che diventano facilmente gestibili.

Sistema informatico radiologico

Processo di refertazione 

Il processo di refertazione parte dalla prenotazione o comunque dal primo approccio alla struttura da parte del paziente per arrivare alla chiusura amministrativa delle attività effettuate, e prevede le seguenti fasi, informatizzate o meno a seconda del contesto ospedaliero:

PRENOTAZIONE 

Primo approccio dal paziente alla struttura, spesso telefonico, consiste nell'identificare una disponibilità ai fini dell'esecuzione degli esami prescritti. Potrebbe essere gestita da un CUP ed importata dal RIS (di solito tramite messaggi HL7) e tipicamente viene differenziata fra esterni (gestiti da segretarie) ed interni (gestiti da segretarie o da TSRM). Le urgenze vengono gestite con priorità differenti a seconda del loro grado. nei casi più avanzati, il RIS è in grado di stampare lettere di conferma appuntamento o di spedire email per conoscenza al medico di base.

ACCETTAZIONE 

Il paziente si presenta di persona e viene identificato dal personale della Radiologia, che provvede ad inserire nel RIS i dati necessari alla rendicontazione e stampare se necessario la modulistica richiesta. Alcuni RIS prevedono anche la gestione della cassa. In questa fase, il RIS genera i riferimenti relativi all'esame, che lo individueranno nell'archivio (es. numero dello studio) secondo il protocollo DICOM.

AGENDE DI SALA o WORK-LIST 

Importanti strumenti informatici utilizzati per la produzione del programma giornaliero di sala o per verificare l'attività del giorno.

ESECUZIONE o ESPLETAMENTO 

Il personale in sala si accerta dell'identità del paziente e si occupa di inserire quesito clinico (TSRM) e dati anamnestici (Medico esecutore o Specializzandi). In questa fase possono venire registrati i componenti dello staff di esecuzione, importante nel caso l'esame richieda mezzi di contrasto o altri farmaci.

CONSUMO e MAGAZZINO  

Normalmente a cura dei TSRM, in queste fasi vengono inseriti i dosaggi utilizzati per tarare la modalità (ove abbia senso) e ci si occupa di scaricare (anche in forma automatica, dipendente dagli esami eseguiti) il materiale dal magazzino. Ove sia previsto, vengono registrati anche i dati di dose fornita al paziente durante l'esame.

REFERTAZIONE e TRASCRIZIONE 

I Radiologi, esaminando le immagini e consultando i precedenti del paziente, effettuano la refertazione. La trascrizione del referto può essere effettuata manualmente o con strumenti di riconoscimento vocale dal Radiologo stesso oppure può essere dettata su dittafoni analogici o digitali (in questo caso il file audio può essere salvato dal RIS) e demandata alle Dattilografe o a sistemi di riconoscimento vocale in differita. Tipicamente i referti vengono indicizzati per permettere la ricerca con parole chiave e vi vengono associate codifiche anatomopatologiche come l'ACR o l'ICD9CM.

FIRMA e STAMPA  

Il Radiologo che ha effettuato l'indagine diagnostica o un Radiologo di sua fiducia rivede il testo inserito e provvede a validarlo con la firma autografa o con la firma digitale, rendendolo disponibile alla consegna. In un sistema completo, il RIS spedisce il testo del referto al PACS tramite un messaggio HL7 (ORU) oppure tramite file DICOM (SR). Il referto firmato resta l'unica copia opponibile a terzi.

CONSEGNA  

Il personale addetto provvede a gestire la consegna dei referti e di eventuali supporti iconografici

RICERCHE e STATISTICHE 

Estrazione di dati ai fini clinici o amministrativo-gestionali, con possibilità di export.

RENDICONTAZIONE  

Normalmente vengono gestite rendicontazioni per i pazienti esterni (che vanno rimborsati dalla Regione) e per i pazienti interni (gestiti a livello di centro di costo o in base ai drg).

L'esigenza dell'evoluzione tecnologica nel sistema sanitario.

L'informatica è il fulcro dell’ accrescimento dei Dipartimenti di Radiologia e grazie al progresso tecnologico si assiste allo sviluppo di metodiche basate sull'impiego del computer che hanno rivoluzionato il volto della diagnostica per immagini sostituendo di fatto la Radiologia analogica. Il successo delle tecniche digitali ha spinto la ricerca tecnologica all'obiettivo di digitalizzare tutte le modalità diagnostiche dominate fino a quel momento dalle tecniche convenzionali.
Alla radiologia computerizzata si doveva abbinare la filosofia dei sistemi PACS (archiviazione delle immagini) ed inoltre, altra importante esigenza da soddisfare è quella di avere un sistema informativo integrato e completo che sia modulare e standard, il RIS.

I sistemi RIS e PACS.

L’avvento dell’imaging diagnostico digitale e l’introduzione dei computer nella pratica clinica hanno indotto nel 1983 l’ACR, American College of Radiology, e la NEMA, National Electrical Manufacturers Association, a riunirsi per sviluppare uno standard che rendesse fruibili le immagini radiologiche attraverso il sistema informatico, indipendentemente dal tipo di metodica di acquisizione, e che facilitasse lo sviluppo e l’estensione di sistemi di gestione delle immagini biomediche, mettendo in comunicazione diversi PACS.
I sistemi integrati HIS-RIS-PACS sono uno strumento di integrazione efficiente che permette di avere a disposizione tutte le immagini, di gestire i dati del paziente e di farne un’analisi quantitativa:
  • l’HIS, Hospital Information System, gestisce le informazioni comuni per tutte le attività dell’Ospedale, accettazione/dimissione paziente, archivi per le codifiche comuni, gestione della cartella clinica, gestione della scheda di dimissione ospedaliera, statistiche di attività, gestione dei magazzini, ecc.
  • il RIS, Radiological Information System, ha la funzione di provvedere alla raccolta, alla gestione ed alla distribuzione delle informazioni prodotte nel Reparto di Radiologia:prenotazione-accettazione-esecuzione esame, refertazione esami ed archiviazione referti, statistiche su carichi di lavoro, ecc.
  • il PACS, Picture Archiving and Communication System, consiste in un sistema computerizzato per l'archiviazione digitale delle immagini radiologiche e la loro trasmissione e visualizzazione su workstation dedicate, collegate mediante rete informatica, cosicché al paziente, invece delle lastre, viene consegnato un CD-ROM contenente gli esami radiologici effettuati.
Questo Sistema si sviluppa su una rete dedicata che in termini di Hardware e Software, garantiscono affidabilità e sicurezza funzionale ed in continua evoluzione tecnologica.
  • RIS PACS: cos'è

Ris Pacs


Una immagine di una PET visualizzata in un sistema PACS.
PACS è l'acronimo anglosassone di Picture archiving and communication system (Sistema di archiviazione e trasmissione di immagini) e consiste in un sistema hardware e software dedicato all'archiviazione, trasmissione, visualizzazione e stampa delle immagini diagnostiche digitali.
Un sistema PACS è normalmente composto da una parte di archiviazione, utilizzata per gestire dati e immagini e una di visualizzazione, che presenta l'immagine diagnostica su speciali monitor ad altissima risoluzione, sui quali è possibile effettuare la diagnosi; i sistemi PACS più evoluti permettono anche l'elaborazione dell'immagine, come per esempio le ricostruzioni 3D (un sistema che non preveda la visualizzazione dovrebbe essere chiamato ImageManager).
Una parte fondamentale ma non visibile dall'utente finale si occupa del colloquio con gli altri attori del flusso radiologico, utilizzando di solito i relativi profili IHE (Integrating the Healthcare Enterprise) tramite lo standard HL7 (Health Level 7). In special modo, è fondamentale la sua integrazione con il sistema informatico radiologico o RIS (Radiology Information System), che rappresenta il software gestionale della Radiologia.

Immagini 

Le immagini sono ricevute e trasmesse nel formato definito da DICOM (Digital Imaging and Communications in Medicine), che permette di inglobare e trattare anche testo (per esempio i referti) e documenti di vario genere, tra cui i PDF; i visualizzatori collegati sono in genere in grado di mostrare immagini e referti, ma anche di riconoscere i tipi di immagine e comportarsi di conseguenza: p.es. applicando determinati filtri di contrasto o mostrandole in un modo predefinito. I sistemi PACS, in origine creati per gestire le immagini generate dalle TAC, i primi sistemi diagnostici nati in digitale, oggi sono in grado di trattare tutte le immagini radiologiche digitali e, tramite speciali digitalizzatori, anche quelle create da modalità analogiche. Da notare che le immagini ricevute non devono essere modificate in alcun modo, per poter sempre risalire all'originale trasmesso dalla modalità; l'eventuale elaborazione viene registrata in aggiunta alle altre immagini. Di solito è ammessa una compressione senza perdita di dati (lossless) per diminuire lo spazio occupato su disco. Proprio per garantire che ogni immagine immagazzinata nel PACS sia effettivamente quella generata dalla modalità durante l'esame, spesso il PACS spedisce tutti gli oggetti DICOM ad un sistema di archiviazione legale.

mercoledì 24 agosto 2011

utilizzo di smartphone e tablet è in aumento fra i medici dei Paesi emergenti

L'utilizzo di smartphone e tablet è in aumento fra i medici dei Paesi emergenti, tanto da rappresentare un valida strada alternativa di comunicazione digitale per le aziende del settore, suggerisce uno studio della serie 'Taking the Pulse Global Series' di Manhattan Research.
In molti Paesi emergenti, Russia in particolare - rileva la ricerca - la maggior parte dei medici desidererebbe avere via Internet, e non attraverso riviste, congressi o visite degli informatori scientifici, i dati sui prodotti farmaceutici delle varie industrie. La ricerca mostra inoltre fra i medici una forte domanda di vari tipi di risorse cliniche e servizi online da parte delle aziende farmaceutiche, ad esempio per l'educazione del paziente o per le informazioni sulle malattie e le linee guida di trattamento.
"I medici nelle economie in forte crescita - ha detto Monique Levy, vice presidente Ricerca di Manhattan Research - sono molto ingegnosi quando si tratta di sfruttare Internet e le fonti di informazione digitale per l'aggiornamento. Brasile e Corea del Sud, ad esempio, rispecchiano e talvolta superano le tendenze di Stati Uniti ed Europa. Questi risultati dovrebbero essere musica per le orecchie delle aziende farmaceutiche, desiderose di 'aggredire' nuovi mercati con le loro attività di marketing e vendita".

Il cerotto hi-tech che vigila su salute

PISA - È una sorta di «spia» arruolata per vigilare sul nostro stato di salute. Si tratta di un cerotto da applicare sulla pelle dei pazienti per registrarne 24 ore su 24 pressione, battiti cardiaci, temperatura, glucosio e altri parametri che si traducono in veri e propri indizi sulle loro condizioni fisiche. I dati, attraverso un sistema di connessione wireless, passano su un monitor che si trova in ospedale dove un medico specializzato potrá tenere sotto controllo i dati di più pazienti, anche contemporaneamente.
IDEA ITALIANA - A mettere a punto il cerotto sono stati ricercatori italiani - gli ingegneri Antonio Mazzeo, Francesco Randazzo, Pietro Valdastri e il fisico Alessio Misuri - che con la loro scoperta si sono aggiudicati il concorso nazionale «Giovani idee cambiano l'Italia», promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le politiche giovanili e le attivitá sportive. «Un vantaggio psicologico per i pazienti - sostengono gli inventori - ma anche un importante passo in avanti per la razionalizzazione delle risorse in campo medico-sanitario». L' obiettivo dei ricercatori è di terminare la sperimentazione e rendere il cerotto operativo entro

Vivere a lungo. Vivere bene.

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A proposito di LifeWave

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Progetto Extended Health: Nòverca entra nel mondo della Salute

Nòverca, primo e attualmente unico, Full MVNO - Mobile Virtual Network Operator italiano ha comunicato i propri piani di ampliare il proprio business annunciando la sua presenza da protagonista nel settore della Salute e del Benessere grazie al progetto Extended Health, realizzato in partnership tra il Gruppo Acotel, cui Noverca fa parte, e l’Ospedale Fatebenefratelli di Roma.

In particolare la piattaforma Extended SIM 2.0 di Nòverca sarà utilizzata per mettere a punto un nuovo sistema di monitoraggio continuo e prevenzione delle conseguenze croniche della patologia diabetica, consentendo all'utente di accedere alle proprie informazioni sanitarie attraverso più canali (SMS, Web, applicazioni per smartphone) e di condividerle con altri, come medici e famigliari, per una maggiore prevenzione.


Ospedale Fatebenefratelli - Roma
L'Ospedale Fatebenefratelli di Roma

L’annuncio è stato dato da Davide Carnevale – Marketing & Sales Director di Nòverca Italia - all’Expo Comm Italia 2011, nel corso della conferenza stampa “E-Health: l’ICT per l’assistenza domiciliare e remota nelle future città digitali”, come primo passo nell’ambito della Salute, dato che l'azienda è già pronta a coprire altri aspetti del mondo della Salute come del Benessere.

Al centro del sistema Nòverca vi sono il dispositivo MiniMAU (Management Automation Unit), per il quale si è in attesa di rilascio di brevetto, che funziona come punto di accesso al network GSM e che si interfaccia (via IrDA, Bluetooth o USB) con i dispositivi medici in uso dai pazienti (es. glucometri) e la SIM Nòverca 2.0, che permette al MiniMAU di colloquiare con la piattaforma centrale.

Nòverca Extended SIM 2.0

La piattaforma elabora i dati relativi ai livelli di glucosio o di altri indicatori medici del paziente e rende disponibile una serie di analisi utili a fini diagnostici e terapeutici, inviando automaticamente allarmi via SMS e/o via e-mail in caso di necessità, così da permettere alle strutture mediche di intervenire direttamente e, in tempo reale eventualmente, modificare la terapia.

Davide Carnevale ha anche annunciato il lancio nel prossimo futuro di importanti servizi 2.0 nei settori Salute & Benessere, Sicurezza e Gestione del controllo Energetico, che andranno ad affiancare i numerosi servizi di telefonia mobile già offerti da Nòverca.

check-up della salute direttamente sugli smartphone Android

Il tutto è ancora in via sperimentale, ma i passi da gigante che sta facendo la scienza medica verso l'implementazione delle nuove tecnologie prospetta una produzione in serie non così lontana. Stiamo parlando di BAN, la Body Area Network, il sistema che mette in rete gli organi di ogni corpo umano, assegnando a quest'ultimo un IP univoco, come avviene per i computer inseriti nelle Reti.

La novità in questo campo si chiama Human++  BAN ed è stata realizzata dall'IMEC in Illinois in collaborazione con la Danimarca: si tratta di una rete senza fili che collega l'elettrocardiogramma del paziente al suo smartphon con sistema operativo Android. I risultati, oltre a comparire sullo schermo, vengono poi inviati al medico.

Human++ Funzionamento in Rete

Se poi ci fossero problemi individuati dal check-up telefonico, viene inviato un messaggio di allarme o una telefonata vera e propria per avvisare che qualcosa non va per il verso giusto.

L'idea di questi ricercatori è quella di fare una vera e propria mappatura degli organi del corpo umano, assegnandogli un IP e mettendoli in rete, così da effettuare un controllo sistematico completo delle funzionalità coorporee sempre in diretta sul proprio cellulare.

Humann++ e l'elettrocardiogramma

Il prototipo di questo affascinante sistema è stato presentato alla Wireless Health Conference di San Diego, mostrandone il funzionamento: per misurare il battito cardiaco, il paziente porta al collo un trasmettitore a batteria collegato con gli elettrodi sul corpo, che invia i segnali allo smartphone. Questo, a sua volta, utilizza una particolare tecnologia che garantisce un'autonomia maggiore alla batteria del cellulare, chiamata la nRF24L01+. Human++ al momento è un accessorio da inserire nell'alloggiamento delle SD Card.

Una volta sul mercato, verranno poi predisposte le modifiche per farlo funzionare anche sugli altri sistemi operativi.

Humann++ e l'elettrocardiogramma

Questa novità, una volta ultimata potrà essere una vera svolta nel campo medico, con un programma che aiuta il paziente attraverso una comunicazione chiara e comprensibile anche a i non sanitari, ma anche con una comunicazione costante attraverso la connessione o via Wi-Fi con le strutture ospedaliere che potranno così monitorare costantemente i propri pazienti e inviare informazioni su cosa fare in base ai dati ricevuti dallo smartphone dotato di BAN.

La tracciabilità dei pazienti: il braccialetto elettronico

La tracciabilità dei pazienti: il braccialetto elettronico

Pioniere nell’uso di manichini interattivi per l’addestramento del medico, l’ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo, è un centro di avanguardia tecnologica per l’utilizzo delle soluzioni hi-tech negli ospedali italiani.

In collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha realizzato la sperimentazione di un sistema di tracciamento del paziente basato sull’integrazione della tecnologia RFId (Radio Frequency Identification) con lo standard CCOW. La sperimentazione ha permesso di valutare l’utilità dei sistemi a radiofrequenza e di mostrarne l’affidabilità, comparandoli con l’uso dei sistemi a codici a barre. Il risultato è che attualmente all’Ismett è possibile inserire gli ordini medici direttamente sulla cartella clinica elettronica, prevenendo errori, duplicazioni di prescrizioni e problemi causati dai farmaci.

Attualmente il metodo più diffuso utilizza i codici a barre stampati su etichette adesive. Il limite di tale tecnologia risiede nell’obbligo di utilizzare un lettore a distanza ravvicinata per la lettura delle indicazioni contenute nei codici. Una valida alternativa è la tecnologia RFId applicata a braccialetti elettronici indossati dai pazienti sul polso.
Il  braccialetto monouso dispone di un trasmettitore a radiofrequenza passivo che consente a medici e infermieri di ricevere i dati clinici del paziente anche a un metro di distanza. La cartella clinica, anch’essa elettronica, seleziona le informazioni e le mostra sul computer.

Il sistema ovvia anche al problema delle etichette a barre non leggibili o rovinate, in quanto i tag dei braccialetti possono lavorare anche in ambienti sporchi e contaminati, possono essere riscritti e aggiornati con nuove informazioni.
La procedura permette di ridurre il rischio di scambiare pazienti omonimi o di selezionare pazienti diversi sui vari sistemi clinici, migliorando di conseguenza l’efficacia dell’intero sistema di cura. Attraverso i terminali wireless e le numerose postazioni installate in ospedale, lo staff medico e infermieristico verifica costantemente lo stato di salute del paziente, controllando gli esami di laboratorio, i referti radiologici, la terapia farmacologica e le note dei colleghi che collaborano all’assistenza.

Applicazione ipad compila certificati

Si chiama 'iMedCertificati' ed è un 'app' disponibile su iPhone e iPad per compilare i certificati di malattia e inviarli all'Inps per via telematica.
In 'epoca digitale' anche i camici bianchi si fanno hi-tech. La nuova applicazione è stata presentata questa mattina alla Segreteria nazionale del sindacato Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), che ha avviato una partnership con Senetech, una nuova software house italiana. Il risultato è 'iMedCertificati', un passo avanti sulla strada della tecnologia per i medici di famiglia. "Il processo di informatizzazione della medicina generale - spiega in una nota il vicesegretario nazionale della Fimmg, Silvestro Scotti - si dovrà confrontare nei prossimi anni con un'evoluzione del mercato dei software orientata sia dalla diffusione e affermazione dei diversi sistemi operativi, sia dalla richiesta di applicazioni conformi alle abitudini dei medici". A guidare la carica di camici bianchi digitali le nuove generazioni, cresciute a pane e computer, "in un mondo sempre meno old computing e sempre più orientato al new e al cloudy computing", osserva Scotti. Questa evoluzione, aggiunge, "potrebbe influenzare fortemente le modalità di lavoro informatico della medicina generale, indirizzandola verso automatismi di rapida intuizione, i cosiddetti 'user friendly', che oltre a rendere più agevoli e rapide le procedure di autoistruzione ed uso, dovrebbero ridurne i costi, legati alla distribuzione e ai servizi di help desk".